20 novembre 2012

Le immagini dei popoli


A volte un'immagine può riassumere un centinaio di pagine meglio di qualunque abstract. Forse in questi giorni di guerra, giorni di dolore per due popoli che, costantemente, sembrano essere incapaci di sedersi a un tavolo e trovare una soluzione, per mantenere le coordinate può essere utile fare ricorso ad un'immagine.
Perchè questa è la guerra di due popoli, ma anche la guerra dei singoli. La guerra di padri che vedono i figli esplodere su un autobus finito nella traiettoria di un drone israeliano e la guerra di un gruppo di bambini che deve rifugiarsi in un bunker perchè il loro asilo è stato colpito da un razzo Qassam.
La guerra dei singoli è infinita. Perchè come può esserci speranza per una madre che perde l'unica figlia mentre andava a scuola? Come può esserci speranza per una famiglia che viene sterminata andando a fare la spesa?
La speranza è nei popoli. E' nella comunità.
E allora per capire quello che sta davvero succedendo bisogna far ricorso alle immagini dei popoli, evitando, dolorosamente, le immagini dei singoli.
Le immagini dei popoli sono mappe, documenti, pagine di storia scritte a volte col sangue, altre volte con le lacrime.
Meglio di qualunque altra immagine, questa può aiutarci a capire cosa sta avvenendo a Gaza. Perchè un'immagine è cruda e difficile da contestare, non puoi dire ad una foto che sbaglia. A sbagliare semmai è il fotografo.
Questa cartina non sbaglia, pecca forse solo di essere un po' datata, 2010, ma negli ultimi due anni che volete che sia successo? Di certo il trend non s'è invertito.
Ecco l'immagine di oggi, da stampare e appendere alla finestra dell'ufficio, alla porta del frigorifero: per mantenere la mente consapevole e lucida di fronte alle immagini dei singoli.
Ogni immagine poi merita una didascalia. La nostra recita così:
"When Israelis in the occupied territories now claim that they have to defend themselves, they are defending themselves in the sense that any military occupier has to defend itself against the population they are crushing... You can't defend yourself when you're militarily occupying someone else's land. That's not defense. Call it what you like, it's not defense."  Noam Chomsky

1 commento:

  1. Bella Ste,
    questo mi è proprio piaciuto,a parte il testo in inglese non tradotto.... è razzismo nei confronti di chi non conosce l'inglese o stimolo ad impararlo?
    ciao

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