28 settembre 2012

Bitto, vino e fantasia...

Questa sera, come ogni anno, riparte Morbegno In Cantina.
Giunta ormai alla XVI edizione, la tradizionale rassegna di degustazione vinicola porterà anche quest'autunno migliaia di appassionati verso la Valtellina.
Il format, collaudatissimo, resterà lo stesso: 3 percorsi prettamente "alcolici" in centro a Morbegno (SO), uno (il bianco) con maggiori assaggi di prodotti tipici e un altro in centro a Traona, alternativo. Il tutto per sei giorni: questo ed il prossimo finesettimana, andando così a costituire una piacevole alternativa italiana, e "a vite", del ben più famoso Oktoberfest.
Diversi anche i percorsi-satellite, come le degustazioni a Mello e sulla Costiera dei Cech.
Ce n'è per tutti i gusti: dalle famiglie ai giovani, e dai veri e propri cultori del vino ai semplici appassionati.
Anche quest'anno la palestra comunale di Morbegno resterà aperta nelle notti di sabato e venerdi per permettere di passare la notte in paese a chi non se la sentisse di guidare.
Una bella festa, che ogni anno si rinnova, puntuale come la vendemmia dell'Inferno e del Sassella di cui si nutre: un'occasione per molti di scoprire la realtà del fondovalle, troppo spesso ignorata dal turista in superstrada verso Madesimo o Bormio, e per il fondovalle un'unica opportunità di promozione, sperando che a gennaio, lo stesso turista, si fermi nel paese delle Cantine.
Gli ospiti sono attesi da tutta la Lombardia e anche oltre, il vino scorrerà a fiumi, che la festa cominci.

27 settembre 2012

Squadra che vince non si cambia

Garry B. Trudeau è un vignettista americano. E' nato a New York e ha studiato a Yale, dove ha iniziato a disegnare per il giornale del College. E' uno bravo, ha collaborato con qualche giornaletto come Harper's, il Rolling Stone, The New Republic, il New Yorker, Washington Post prima di approdare al New York Times. Lì ha tenuto una rubrica editoriale per immagini: articoli pubblicati zero, solo immagini.
Ha tenuto programmi di satira in Tv a partire dall'amministrazione Reagan, continuando con i vari Bush, Clinton e Obama. Loro passano, lui no.
Dal 1970 pubblica ogni giorno una striscia chiamata Doonesbury, prima su carta, ora online.
E' un prodotto libero e volontario, non retribuito, che esula dai contratti o dalle altre attività di Trudeau.
Un po' come un rito quotidiano, che va avanti da 40 anni e più.
Anche i personaggi principali sono gli stessi: giornalisti, ovviamente cinici e dissacranti, l'ambiente di lavoro che Trudeau mastica tutti i giorni. Alcuni se ne vanno, alcuni tornano, ma il format non cambia mai, e "tira" da mezzo secolo.
Sul suo sito si possono trovare tutte le strisce pubblicate, una cronostoria per immagini degli ultimi 50 anni, dalla scena politica americana agli show televisivi. C'è Michael Jackson, prima nero e poi bianco, c'è la crisi iraniana, c'è Saddam Hussein e anche Oprah Winfrey.
E' un ottimo modo per tenersi informati su quello che succede dall'altro lato dell'oceano: poche parole, molte risate, e molte sensazioni della "pancia" degli americani che magari gli altri media non colgono, e per di più è gratis, in un periodo in cui tutti stanno bloccando e tassando i propri servizi online. Mica male

26 settembre 2012

Quattro minuti per cambiare una vita

Ci sono storie e vite intere che si decidono per pochi attimi, minuti preziosi che hanno conseguenze importanti per il futuro di molti. Sicuramente è stato così per PSY, semi-sconosciuto "artista" sudcoreano (ebbene si, anche a Seoul spopola l'hip-hop commerciale, ovviamente rivisitato in salsa asiatica) che a metà luglio ha caricato una sua canzone su YouTube. Risultato: 275200681 visualizzazioni in tutto il mondo hanno lanciato "Gangnam Style" in vetta a tutte le classifiche discografiche, diventando, di fatto, la canzone più ascoltata del momento.
Ma forse quei 4 minuti e 13 secondi di canzone hanno significato molto anche per i bagnini di una piscina comunale californiana, che per una autentica pazzia si sono visti licenziare in tronco.
Siamo a El Monte, contea di Los Angeles, e ben 12 aspiranti Baywatch hanno deciso di sfruttare la pausa pranzo per girare un video-parodia della hit coreana direttamente in piscina. Il video è divertente, e viene postato su YouTube, dove viene visto, tra gli altri, dalla dirigenza della medesima piscina. L'idea era nata per promuovere il centro e per divertirsi un po'. Risultato: tutti e 12 sono stati licenziati, per utilizzo non autorizzato delle strutture e dei materiali del centro sportivo. 
Di certo una punizione un po' severa, non vi pare?

25 settembre 2012

E se torna il signor B?

Da ieri in Italia è arrivato un nuovo giornale online: l'Huffington Post, redazione Italiana.
La sezione "nostrana" del celebre quotidiano statunitense è affidato a Lucia Annunziata, un nome pesante, quindi, una giornalista esperta e capace, che ha subito trovato il classico "botto" dell'esordio: un'intervista esclusiva a Silvio Berlusconi.
E' la prima volta che l'ex-premier concede un'intervista a un organo di stampa online, non di sua proprietà, per di più. Le domande di Alessandro De Angelis hanno spaziato dalla crisi del Lazio, recentissima, allo stato dell'economia italiana e del governo Monti, e alle tensioni politiche del centrodestra.
Silvio ha definitivamente riassunto le vesti di lìder maximo dell'opposizione parlamentare, criticando apertamente il governo Monti pur facendo parte della maggioranza che sostiene i tecnici. E' questa la situazione paradossale in cui il Cavaliere si trova perfettamente a suo agio: con la mano destra sostiene Monti in Parlamento e nei circoli della finanza, dichiarando che il governo dei tecnici era l'unica cosa da fare visto lo stato della gravissima crisi economica, con la sinistra però prepara le truppe, mina la fiducia in Monti ("troppo ligio con la Germania"... "io non avrei introdotto l'IMU"). Nega conflitti palesi all'interno del centrodestra (con Tremonti nemmeno un malinteso, il PDL è coeso) mentre riserva le sue bordate alla sinistra neo-comunista, dimostrando forse più una scarsa originalità nell'eloquio che non lucidità politica.
Al vento di rinnovamento che sembra soffiare dentro e fuori il PD, l'eterno Silvio, dall'alto di una saggezza che solo i suoi 76 anni gli possono regalare, si dice più che favorevole a un ingresso dei giovani in politica, a una vera e propria rottamazione in toto della classe politica, operata però da chi il potere lo ha gestito bene o male negli ultimi 20 anni.
Il rinnovamento, però, dovrebbe essere oculato: Fiorito ha meno di 45 anni, e se questo è il tipo di politica che vogliono "i giovani", Berlusconi non ci sta! Piccola domanda, di che partito fa parte Fiorito?

24 settembre 2012

Ci dividono solo 3000 km

Il Post è un ottimo giornale online per quel genere di notizie che normalmente "sfuggono" ai quotidiani tradizionali. E' chiaro che una (nuova) formazione giornalistica deve provare a dare un prodotto diverso e originale per riuscire a competere con gli organi di stampa più tradizionali, è un po' anche il senso di questo Blog, dopotutto. Al Post ci riescono decisamente bene.
La notizia di oggi arriva dalla Svezia, che si conferma, almeno nell'immaginario dell'Italiano medio, una sorta di eden paradisiaco sotto zero, un posto dove tutti i problemi, o quasi, vengono risolti da un colpo di bacchetta magica, o di Babbo Natale.
Sembrerebbe che il sistema di smaltimento rifiuti svedese sia andato in crisi: non perchè non riesca a smaltire la spazzatura prodotta dagli integerrimi scandinavi, ma proprio perchè non se ne produce abbastanza! 
Gli inceneritori consumano circa il 14 per cento del totale di rifiuti prodotti, producendo energia elettrica e acqua calda per migliaia di famiglie, ma grazie alla raccolta differenziata e a una seria e oculata politica sull'immondizia, questo quantitativo non è più sufficiente ad alimentare le fornaci degli inceneritori, che stanno andando in perdita.
Si sta insomma verificando la situazione prevista dagli ambientalisti più intransigenti, contrari alla termovalorizzazione dei rifiuti (ovvero gli inceneritori) perchè considerata poco utile ed assai costosa. Una situazione che in Italia raggiungeremo (forse?) tra 50 o 100 anni: basta leggere un giornale locale come la Gazzetta di Parma per capire quanto il problema rifiuti sia ben lontano dall'essere risolto.
La Svezia porta in discarica meno dell'1% dei rifiuti prodotti (la media UE è 22%). In Italia siamo ad un buon 51%; questo significa che un rifiuto su due, di quelli che produciamo, finisce sottoterra, senza distinzioni tra organico, alluminio, plastica.. ...
Ricordate il problema di Napoli? Quando i treni merci venivano utilizzati per portare i rifiuti partenopei in Germania, che ci vendeva l'utilizzo dei suoi inceneritori a carissimo prezzo? Ecco la soluzione: finora gli svedesi hanno pensato di risolvere il loro problema importando rifiuti dagli altri paesi europei, come la Polonia e le repubbliche baltiche. 
Averne noi di questi problemi...

21 settembre 2012

Eccellente...

Domenica riparte il Campionato Nazionale Rugby di Eccellenza, giunto ormai alla XXX edizione.
Sarà il terzo torneo dall'entrata in campo del movimento italiano nel torneo celtico, ora Rabodirect Pro12, ed il primo dalla nascita di una franchigia federale.
Dopo diversi anni di "Super10", la massima serie rugbistica italiana torna a 12 squadre: 4 venete (Mogliano, Padova, Rovigo e San Donà di Piave), 2 a testa per Lombardia (Calvisano e Viadana), 2 Emilia (Parma e Reggio Emilia) e Lazio (Lazio e Fiamme Oro), una toscana (Prato) e un'abruzzese (L'Aquila).
Squadre da battere? Calvisano, campione in carica, Mogliano, la grande sorpresa dell'anno scorso, e Prato, una sorta di PSG del rugby, almeno su scala "nostrana".
Le possibili sorprese potrebbero essere Viadana, al ritorno dopo l'esperienza celtica e con forse la miglior campagna acquisti dell'estate, e Lazio, squadra giovane ma ambiziosa. Senza dimenticare Rovigo e Padova, due squadre entrambe in grande crisi l'anno passato, ma comunque capaci di giocarsi il titolo solo 2 anni fa (nel 2011 avevan vinto i petrarchini) e con dalla loro l'esperienza e il know-how di chi al vertice c'è da sempre, piuttosto che non i grandi nomi delle rivali.
Fiamme Oro e L'Aquila dovrebbero in teoria puntare alla salvezza, cercando di raggranellare punti preziosi ad ogni partita, mentre le due emiliane sarebbero un gradino sopra.
Di certo c'è l'età media, sempre più bassa (e questo è un bene). e un numero ancora minore di stranieri rispetto agli altri anni, a dimostrazione che le società italiane stanno provando a fare di necessità virtù, cercando di schierare ragazzi giovani e italiani (oltre che a basso costo) piuttosto che nomi stranieri più "pesanti".
L'Eccellenza italiana sta, volente o meno, diventando un campionato di sviluppo, dove i giovani prodotti dai migliori vivai d'Italia possono affinare la tecnica prima del grande salto verso il Pro12: un titolo per una società può forse valere meno rispetto a qualche anno fa, ma è il miglior biglietto da visita per un ragazzo alla corte di Treviso o di Parma.
Meno squadre e più singoli? Forse, ma questi sono i tempi che corrono. I ragazzi che giocano in questo campionato vedono i loro coetanei entrare in una trafila lunghissima di precariato e incertezze. Una cosa simile avviene nel rugby italiano, al livello dell'Eccellenza: il livello dell'"O la va, o la spacca!".
E non è detto che sia un male.

20 settembre 2012

Consegna in anticipo

Dopo quattro anni difficili, forse per Barack Obama è arrivato veramente il momento del raccolto.
Riuscire a essere riconfermato per un secondo mandato, soltanto un anno e mezzo fa, sembrava una impresa quasi impossibile: troppo lo sconforto, il sogno infranto, le promesse non mantenute.
Di certo il candidato repubblicano Mitt Romney sta aiutando più l'establishment del Partito Democratico che non sé stesso in vista di queste elezioni. Le gaffe imperdonabili, suo tallone d'achille già ai tempi del Massachusetts e delle primarie repubblicane, ormai non si contano più. L'ultima, quella dei "non me ne frega niente di quel 47% di americani che gode di un sussidio statale", è ultima solo in ordine di data.
C'è quasi il rischio che Obama vinca a tavolino, almeno fino ai sondaggi di questo pomeriggio.
Questo rischio per i repubblicani può dimostrarsi una grande opportunità per il presidente che, non dovendo più conquistare ogni singolo centimetro di campagna elettorael, potrebbe essere libero di preparare il suo secondo mandato, proseguendo l'opera di questi ultimi anni e invertendo la rotta su un paio di questioni.
Ambiente, prima di tutto: economia rinnovabile, risorse agricole tradizionali e non invasive, tutela del patrimonio selvatico americano, trattato di Kyoto (magari!) eccetera eccetera...
Islam, non che il presidente abbia trascurato il Medio Oriente, ricordate il discorso del Cairo? Ma i fatti delle ultime settimane dimostrano che la strada da fare è ancora molta e che il traguardo, in Palestina e nei dintorni, è ben lontano. Forse, non dovendo accontentare ad ogni costo la lobby sionista in campagna elettorale, Obama potrebbe correggere la posizione statunitense rispetto all'appiattimento servile in cui si trova ora.
Che il presidente, questo presidente, possa essere eletto con due mesi di anticipo, secondo me è una grande notizia, forse avventata o prematura. Che cosa succederà?
Vi sarà un ulteriore carico di responsabilità sulle spalle di Obama, avrà sempre meno scuse per gli insuccessi cui sicuramente andrà incontro, e dovrà ancora di pià tener fede alle promesse elettorali. Finora Barrie ha dimostrato prudenza e pragmatismo, non corre il rischio di fare il passo più lungo della gamba e di venir beffato al fotofinish. Non succede, ma se succede...

19 settembre 2012

Un ciclone in convento

Vi ricordate Luigi Lusi? Politico, senatore, tesoriere della Margherita che è stato indagato per essersi intascato, tramite i fondi di partito, diversi milioni (almeno 5, più svariate case e proprietà immobiliari). 
La vicenda era esplosa nel maggio scorso, e il Parlamento non aveva potuto fare altro che accordare l'arresto, mentre tutto l'establishment del Partito Democratico si smarcava, negava, accusava.
Lusi è stato in carcere dal 20 giugno scorso fino a ieri.
Gli sono stati infatti concessi gli arresti domiciliari solo che, ecco il problema: a casa è già residente sua moglie, anche lei agli arresti domiciliari, anche lei per lo stesso reato. Una cosa in famiglia, insomma.
La legge però proibisce a due detenuti ai domiciliari di vivere insieme, figuriamoci se rei dello stesso reato, quindi la residenza romana è divenuta off-limits per il pio tesoriere.
Che fare, quindi? Niente di meglio per prendersi un periodo di riposo e riflessione al convento della Madonna dei Bisognosi  di Pereto, in provincia dell'Aquila.
Già da ieri Lusi dispone della sua celletta, e si è stabilito all'interno della struttura religiosa a tempo indeterminato.
Magari qualcuno tipo Fioroni, Binetti eccetera lo andrà pure a trovare, o magari aspetterà l'illuminazione.
Nel frattempo, perchè non dona ai poveri i soldi che ha rubato?

18 settembre 2012

Here comes the bogeyman

In un'intervista a Repubblica.it, Sergio Marchionne ha spiegato le ragioni dietro all'ultimo comunicato di FIAT, quello che considera "esaurito" l'investimento per FabbricaItalia, ovvero per il complesso industriale torinese.
Le ragioni di Marchionne, da come le spiega lui, almeno, sono molto semplici: in Europa c'è una crisi generale dell'auto, nessuno ha più soldi da spendere e quindi si vende meno. In Italia e Spagna, che, per FIAT, sono i mercati preponderanti per quanto riguarda il Vecchio Continente, la crisi si è fatta sentire più che altrove. L'Italia in particolare un anno fa era sul rischio del default finanziario, quindi è normale che FIAT navighi in acque un poco più "mosse" che non, ad esempio BMW e Volkswagen.
Marchionne ha poi rivendicato gli investimenti fatti comunque in Italia, come quelli per rilanciare Maserati (1 miliardo di Euro) e Pomigliano (800 milioni).
Se si fa riferimento a una situazione pressochè tragica, o almeno così è come la dipinge Marchionne, c'è da rallegrarsi, e questo è il messaggio, che non sia ancora stata annunciata la chiusura di nessuno stabilimento, nè in Italia nè all'estero.
Qual'è il disegno che sta dietro all'attuale strategia FIAT?
Che FIAT non è più una fabbrica italiana, o meglio, non solo italiana. La dimensione entro cui opera il gruppo torinese è globale, e non possono essere fatte eccezioni alle leggi di mercato.
E' un dato di fatto, spiega Marchionne: "il dentifricio è fuori, e rimetterlo nel tubetto non si può più".
Due 3 anni fa ci rallegravamo che FIAT facesse shopping in America, comprando Chrysler a un prezzo stracciato? Oggi ne becchiamo le conseguenze: la FIAT non è un gruppo industriale italiano, ma una compagnia multinazionale che sta attraversando una crisi in un settore (l'Europa) ma che riesce a vendere da altre parti (USA e Sud America).
Ragionevole che si cerchi di limitare i danni bloccando gli investimenti nel settore in crisi.
Logico, razionale, dettata dalle "leggi di mercato" più che da una scelta di cuore, o di testa.
Marchionne non è l'uomo nero? Speriamo non sia soltanto un altro signore grigio.

17 settembre 2012

Romiti sta con la FIOM, e Murdoch si mangia La7...

Oggi è successo veramente di tutto: in Lazio, regione della capitale e "cuore amministrativo" di tutta la Penisola, la giunta pidiellina di Renata Polverini è stata travolta da uno scandalo corruzione degno della sceneggiatura di un film comico, più che delle cronache dei giornali.
Due famosi imprenditori di provate simpatie sovietiche quali Andrea Della Valle e Cesare Romiti si sono schierati in difesa della FIOM e dei lavoratori delle catene di montaggio contro il piano di Sergio Marchionne per la chiusura di FabbricaItalia.
Ecco perchè un'altra notizia, che magari meriterebbe più spazio in un giorno "normale", sta passando un po' in sordina in queste ore: dopo l'offerta di Mediaset, anche la NewsCorporation di nientepopodimenochè Rupert Murdoch si è detta interessata all'acquisto di La7, che TelecomItalia sta cercando di svendere al miglior offerente per ripianare i debiti di bilancio.
Che vada in mano al biscione o allo "squalo" (così è soprannominato Murdoch oltreoceano), sembra davvero che la favola di La7 sia finita: troppo alte le spese di quello che negli anni è riuscito a diventare un polo alternativo al duopolio Rai-Mediaset e che si è guadagnato sia la stima della critica che l'affetto del pubblico.
Mentana a quanto pare ha già pronta la lettera di dimissione, e a seguirlo, stiam certi, sarebbero in molti.
Verso dove? Non si sa. Forse SKY, forse Internet.
Nel frattempo domani arriva in edicola un nuovo quotidiano, Pubblico, che dovrebbe "portare una ventata nuova e più obiettività nel mondo giornalistico italiano", almeno nelle intenzioni di Luca Telese, intervistato questo pomeriggio a "28 Minuti" su Radio2.
Anche lui futuro profugo di La7. Evviva.

14 settembre 2012

Stop all'atomo, e sono tre!

La notizia del giorno, che secondo me sta passando un po' in sordina, almeno nel campo delle scienze e nuove tecnologie, è l'annuncio del governo giapponese di Yoshohiko Noda di rinunciare definitivamente all'energia nucleare, avviando un percorso di "denuclearizzazione" che prevede la chiusura completa delle centrali entro il 2040.
La decisione indica soprattutto 2 cose: anzitutto la forza dell'opinione pubblica e delle fortissima pressione sul governo seguite all'incidente di Fukishima, ma allo stesso tempo la lungimiranza e la validità di una classe politica che ha preferito prendere questo tipo di decisioni a sangue freddo, cercando di non farsi coinvolgere dall'onda emotiva legata al disastro nucleare.
Già nel 2011 il Giappone infatti aveva interrotto la costruzione di nuove centrali e iniziato un percorso di revisione del modello energetico, ma di addio al nucleare il governo non ne ha voluto sentir parlare: troppo importante quel 30% del fabbisogno energetico nazionale attualmente coperto dall'atomo.
Fino ad ora.
A più di un anno di distanza il governo ha imposto una correzione della rotta che non vuol dire marcia indietro o peggio fuga dai rischi, ma la ricerca di un modello alternativo di energia che è sempre più possibile e pensabile.
Il Giappone si unisce quindi al ristretto numero di paesi (gli altri per ora sono Svizzera e Germania) che dopo aver giovato dell'energia nucleare, e conosciutine i rischi, preferisce dire: "No, grazie".

13 settembre 2012

13.09.1916

Oggi è il Roald Dahl Day.
Lo scrittore britannico nasceva a Cardiff proprio 96 anni fa, e sebbene Google non gli dedichi il classico doodle che di solito compare in questo genere di circostanze, vogliamo ricordarlo qui a Mordecai's.
Roald Dahl è stato un maestro della narrativa per bambini e ragazzi, una sorta di Rodari d'Albione, forse più ironico e cinico, tipicamente british.
Quasi tutti i suoi romanzi e racconti sono pubblicati in Italia da Salani, all'interna della collana de "Gli Istrici" e spesso contengono anche illustrazioni di suo pugno.
Forse non è un autore tra i più conosciuti qui da noi, ma le sue opere hanno fatto storia e sono diventate grandissimi film sia per adulti che per ragazzi.
Ricordiamo: I Gremlins (1943), La fabbrica di cioccolato (1964), Furbo, il signor Volpe (1970), Il grande ascensore di cristallo (1972), Gli Sporcelli (1980), Il GGG (1982), Le streghe (1983) e Matilde (1988).
Tra i film che si sono ispirati alle sue opere: "La fabbrica di cioccolato", sia il film del '71 che l'ultimo di Tim Burton, "Matilda 6 mitica" del '96 e per ultimo "Fantastic Mr. Fox" di Wes Anderson.

12 settembre 2012

Budello, l'è maiala!

Ecco una notizia che mi arriva da una mia amica, rimbalzata dalle pagine dell'International Business Times.
E che sia proprio un giornale di economia a occuparsene indica la preoccupazione con cui i guru della finanza potrebbero guardare al nuovo esperimento fiorentino di cui vogliamo parlare: una osteria tradizionale, "L'è Maiala", cucina toscana e nome ad hoc, ove si può pagare, oltre che con il "tradizionale" denaro, con il metodo del baratto.
L'idea è venuta alla proprietaria dell'Osteria, Donella Faggioli, che vede in questa idea un modo per combattere la crisi, e dare una soluzione concreta alla sfiducia nella crescita economica.
Altro che bancomat o carte di credito, qui si paga con verdure, prodotti alimentari o, perchè no, qualche prodotto artigianale: "cose concrete insomma - spiega Donella - e possibilmente legate alla tradizione ed ai costumi toscani: non vogliamo certo diventare un incrocio tra un'osteria e un robivecchi".
Il rischio di un rapido fallimento in effetti c'è, ma a "L'è maiala" hanno già pensato a come tutelarsi: l'eventuale baratto dovrà essere concordato per telefono, al momento della prenotazione, per evitare spiacevoli fraintendimenti.
Che abbia successo o meno, sicuramente anche la "maiala" è qualcosa che farà discutere: alcuni lo leggono come una trovata anti-economica, altri come l'inizio del cataclisma definitivo, certo è che questa notizia rappresenta una spia, prima di tutto della sfiducia nei confronti dell'attuale sistema economico, ma forse anche della voglia di ripartire da qualcosa di diverso. Da un calice di rosso, magari.

11 settembre 2012

Questione di soldi? Questione di Festival

Questo finesettimana si è tenuto il Festival della Letteratura di Mantova, una rassegna di incontri e dibattiti di portata europea che quest'anno ha avuto come guest-star il Premio Nobel Toni Morrison.
La settimana scorsa invece a Venezia si è svolta la 69a Mostra del Cinema, anche qui star da tutto il mondo, Robert Redford e Pierce Brosnan su tutti.
Settimana prossima ci sarà il Festival della Filosofia di Modena, mentre invece a fine agosto Sarzana ha ospitato il Festival della Mente.
A Bologna c'è stata la Repubblica delle Idee (10-12 giugno) mentre tra meno di un mese a Ferrara la rivista Internazionale celebrerà il suo sesto festival.
Non c'è che dire: l'Italia si conferma quest'estate come una terra di cultura, di sensibilità letterarie ed artistiche, avendo dalla sua un patrimonio con pochi eguali al mondo.
Di certo questi festival costano molto, e comportano un gravoso investimento da parte delle amministrazioni locali che li promuovono, ma volete mettere il ritorno? Che sarebbe il Lido senza la Mostra?
Al di là del mero introito economico dettato da visitatori, ristorazione, alberghi ecc. ecc, il ritorno d'immagine è enorme.
Non solo per i comuni o le città che ospitano le kermesse, ma per l'Italia in generale, quando l'offerta è tale da attrarre l'attenzione di tutta Europa e anche oltre.
Uno dei tipi di vacanza più sognati dai giovani inglesi è quello di girare il Paese per un'estate intera passando da un festival rock all'altro, a testimonianza di una cultura musicale senza pari e di grandissime risorse investite per la promozione locale.
Una cosa del genere in Italia era possibile, fino a pochi anni fa, solo con le Sagre di Paese. Girarsi regioni come il Valdarno, l'Umbria o il Salento di sagra in sagra non è certo una brutta vacanza.
Adesso è possibile farlo anche con questo tipo di festival, informandosi di letteratura, cinema, poesia e giornalismo.
Forse da un simile viaggio si potrebbe trarre anche un documentario, o uno studio statistico sui ritorni di questo genere di rassegne.
Di certo la risposta migliore a chi ha detto che con la cultura non si mangia.

10 settembre 2012

Farina doppio zero

Che in Italia vi sia una dittatura mediatica del dio pallone è cosa abbastanza risaputa.
Se già sui media nazionali le belle storie provenienti da altri sport faticano a trovare lo spazio che meritano, in ambito locale il predominio calcistico è ancora più forte.
Le recenti Paralimpiadi sono solamente l'ultimo esempio.
Ma in questi giorni c'è un'altra storia, che riguarda il calcio, e che comunque non viene raccontata. E' quella di Simone Farina, difensore centrale l'anno scorso in forza al Gubbio (l'anno scorso in Serie B, quest'anno retrocessa in Lega PRO) e attualmente senza contratto.
Farina aveva avuto il suo quarto d'ora di notorietà nel giugno scorso, quando nella tempesta di scommessopoli aveva denunciato un tentativo di combine, rifiutandosi di giocare in modo sleale.
Prandelli lo aveva premiato convocandolo in Nazionale a Coverciano per un giorno.
Allora i giornali avevano riempito pagine con articoli sul bel calcio "che non ci sta", sull'importanza dello spirito sportivo e sul gesto "eroico" di Farina.
Oggi però è ancora Prandelli, e lui solo, a far scoppiare la notizia: come aveva avvertito a inizio estate, Farina va incontro ad un periodo difficile, poche sono le squadre interessate a un giocatore che non sarebbe disposto a "sporcarsi le mani". 
Insomma dopo essere stato osannato, ora Farina rischia di venir penalizzato proprio per la sua storia di denuncia e correttezza.
Sicuramente la sobrietà non è un vanto del calcio italiano, e il fatto che sia il Commissario Tecnico in persona a dover ricordare questa storia rende tutta la vicenda ancora più scabrosa, ma l'aspetto più grave, a mio parere, è la totale assenza dal panorama mediatico: Repubblica.it gli dedica un titoletto in prima pagina e un articolo a parte nella sezione di sport, ma è un'eccezione. 
La Gazzetta solo qualche riga a fondo articolo, Corriere.it nemmeno quello, ma forse è perchè viene dato spazio ad altre notizie, più accattivanti.
Speriamo almeno che sul Giornale dell'Umbria questa storia non sia dimenticata.

07 settembre 2012

Giochi di coppia

Ieri sera c'è stato il discorso conclusivo di Barack Obama alla Convention Democratica di Charlotte (NC).
Il presidente ha ottenuto ufficialmente la candidatura alla Cada Bianca dal partito dell'Asinello, e ha rivendicato i successi di quattro anni di amministrazione: disimpegno dalla guerra in Iraq (certo è che la situazione a Baghdad è ben lungi da migliorare), rifinanziamento delle principali industrie americane (banche e automobili in primis) per prevenire la perdita di posti di lavoro e soprattutto la grande riforma sanitaria, che ha fornito a circa 30 milioni di non abbienti un'assistenza medica che quattro anni fa non avevano.
Piaccia oppure no, Obama si è dimostrato un abile politico, un ottimo oratore e, a mio parere, anche un buon presidente.
Ieri però c'è stato anche un altro intervento, assai meno pubblicizzato, della famiglia Obama in TV: si tratta di Michelle Obama che al David Letterman Show ha, scherzosamente, elencato le 10 Ragioni per guardare la Convention Democratica
Al pari del marito, anche Michelle Obama si è dimostrata a suo agio nel ruolo di first lady, seguendo l'esempio di illustri predecessori su entrambi i fronti, da Nancy Reagan a Jacqueline Kennedy.
Ieri al Letterman, in collegamento video, ha scherzato con il presentatore, sostenuto il marito e rivendicato più le proprie battaglie personali che non i successi dell'amministrazione democratica.
Michelle Obama è stata in grado di smarcarsi dalla imponente figura del marito forse anche più di quanto abbia saputo fare a suo tempo Hillary Clinton, recitando ad un tempo la parte della moglie affettuosa, della madre attenta e premurosa e della politica determinata.
Battaglie come la lotta all'obesità, il sostegno all'agricoltura tradizionale e all'alimentazione biologica sono diventate un marchio di fabbrica della first lady, senza che Obama stesso ne abbia mai fatto menzione.
Forse ancor più che con Joe Biden, vecchio politico navigato e attuale vicepresidente, il vero ticket è quello tra Barack e Michelle, una presenza fissa nella leadership del marito, e anche un'ottima arma per accaparrarsi il voto dell'elettorato femminile.
Di certo, con Ann Romney, il confronto non regge.

06 settembre 2012

Bolt il rosso

Usain Bolt è stato il trionfatore di Londra 2012. Il velocista giamaicano ha battuto non solo Blake, Powell e gli altri rivali che provavano a "scalzarlo" dal trono, ma anche e soprattutto i dubbi legati alla sua preparazione e al suo stato di forma.
Gli è stato dato del bollito, del montato, del presuntuoso.
Bolt ha zittito tutti con l'ennesima prestazione da incorniciare, per ricordare al mondo che fino a che sarà in pista, di uomo da battere ce ne sarà solamente uno.
Ora Bolt si sta prendendo la sua rivincita, godendosi le glorie conquistate in estate: se come dice una canzone "il secondo album è sempre il più difficile", probabilmente per il velocista la conferma a quattro anni di distanza conta anche più del trionfo di Pechino.
La notizia di oggi è che potremmo vedere Bolt in campo con il Manchester United, squadra di cui è un grandissimo tifoso, forse in un'eventuale amichevole contro il Real Madrid.
Al di là dall'enorme ritorno di immagine che potrebbe avere questa iniziativa, tanto per lui quanto per i Red Devils, questa vicenda può rappresentare una bella storia di sport.
Atleti che, proveniendo da discipline diverse, dimostrano di ammirarsi e di condividere la stessa passione per lo sport possono essere un esempio e una piacevole sorpresa per chi ha ancora in mente i giudizi di Vanessa Ferrari sulla Ritmica o la rissa della squadra di nuoto azzurra. 
N.B: Schwazer, Armstrong o il calcioscommesse sono un'altra storia.

05 settembre 2012

A Modest Proposal

Ieri mattina si è svolto il quizzone di medicina e oggi, per 10.173 candidati potrebbero aprirsi le porte di una facoltà e con esse la prospettiva di realizzare il proprio sogno: diventare un dottore.
Gli altri, i circa 67.000 esclusi che non hanno superato il test, sono un po' lasciati a sé stessi, senza troppe prospettive se non quella di iscriversi a un corso affine (il più popolare sembra essere biotecnologie) e poi ritentare il test l'anno prossimo.
Il sistema dei corsi a numero chiuso è criticato da molte parti, e in particolare è proprio la modalità con cui vengono scelti i candidati a non essere digerita. Non solo gli studenti, ma anche docenti ed esperti del settore concordano che il quizzone è sbagliato, semplicemente perchè non passano i migliori.
Ma come trovare una soluzione?
Oggi Repubblica ha posto la stessa domanda a Marco Venturino, anestesista dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano (quello di Veronesi), e autore di un romanzo in queste settimane in libreria, "Cosa sognano i pesci rossi".
Venturino non è un docente, non insegna medicina nelle Università, però tutti i giorni assiste i suoi pazienti nella lotta contro il cancro.
Premesso quindi che "quello del medico non è solo un mestiere ben retribuito", ma "prima di tutto un mestiere che ti mette a contatto con la sofferenza altrui e che ti impone di saper aiutare il prossimo", ecco la sua proposta: sostituire o affiancare al quizzone un periodo di volontariato negli ospedali o sulle ambulanze per tutti gli aspiranti dottori, così che testino sul campo la propria "vocazione" prima ancora che sui banchi di scuola.
"Più che criteri di selezione culturale, io userei criteri di selezione attitudinale".
La proposta è un'inedito nel mondo accademico italiano, e sicuramente farà discutere. 
I problemi di attuazione, in effetti, non si contano, ma resta comunque qualcosa su cui riflettere, per evitare inutili sprechi di risorse ma soprattutto per far si che un potenziale medico non venga escluso da una domanda sullo spread.

04 settembre 2012

Oro? Petrolio? Macchè, acqua!

Paul Kennedy è un professore di storia contemporanea dell'Università di Yale. 
Si occupa soprattutto di Nazioni Unite e del ruolo degli USA nel mondo, collabora spesso con le agenzie governative e, tanto per, è uno dei consulenti privati del presidente Obama per la politica estera.
In un editoriale pubblicato questa settimana su Internazionale (N. 964) analizza sbrigativamente le possibili crisi dei prossimi decenni, cercando di farne una classifica e soprattutto di disegnare lo scenario più apocalittico per il nostro pianeta.
Si passa da un conflitto nucleare tra Iran e Israele (definito "una scaramuccia regionale") ad una guerra navale tra Washington e Pechino (altamente improbabile) alla nuova espansione imperiale della Russia di Putin.
Tra tutte queste crisi, la peggiore sarebbe un conflitto globale innescato dalla mancanza di acqua.
Non tanto di acqua salata, di quella ce n'è a iosa, quanto di acqua dolce, ovvero di quel piccolo 2.5% delle risorse idriche del pianeta così essenziale alle attività umane.
Se però Siria, Iraq e Turchia sono già ai ferri corti per la costruzione della Diga Ataturk sul fiume Eufrate, possibili nuovi conflitti potrebbero sorgere in Indocina, regione sempre più assetata per via del vertiginoso aumento della popolazione, in Messico, dove a un simile boom demografico si aggiunge un clima desertico con tutti i problemi connessi, e in Africa, continente cronicamente a corto di acqua dolce.
Dal canto mio la soluzione già: il Canada, con una popolazione inferiore ai 35 milioni di abitanti e riserve idriche pari a un quinto del totale planetario, ha tutte le carte in regola per diventare il nuovo Golfo Persico. Solo un po' più freddo.

03 settembre 2012

Taglia sui Pirati

Ho trovato la notizia solamente su IlPost, forse per l'argomento troppo "di nicchia" o forse per una precisa scelta dei maggiori siti di informazione.
E' stato arrestato in Cambogia Gottfrid Svartholm, fondatore e animatore di Pirate Bay. Il sito, nato in Svezia ma conosciuto in tutto il mondo, è un vero e proprio paradiso per gli smanettoni: si possono infatti scaricare centinaia di file torrent (canzoni, film, serie TV) senza dover passare le ore a cercare su Google i link più astrusi.
In Svezia la pirateria informatica è una cosa seria, visto che gli hacker hanno addirittura un partito (www.piratpartiet.se) che nell'ultima tornata elettorale è arrivato al Parlamento Europeo.
Pirate Bay, nonostante il nome, centra poco o niente con il Partito Pirata, ma fa comunque riferimento a quella galassia di movimenti e iniziative per la libertà digitale e il libero scambio di informazioni, entro cui ricade anche Julian Assange e WikiLeaks.
Forse proprio per evitare un nuovo caso Assange la Cambogia ha arrestato Svartholm ricercato da un mandato di cattura internazionale per "istigazione alla violazione del copyright".
Svartholm tuttavia non è ancora stato estradato in Svezia, dove lo aspetterebbe un anno di carcere.