31 agosto 2012

Guerra di penne

Giuliano Ferrara sembra ben lontano dal sotterrare l'ascia di guerra contro i nemici giurati suoi e del Cavaliere.
Questa mattina un articolo comparso sul suo "Foglio" accuserebbe il corrispondente da Pechino di Repubblica, Giampaolo Visetti, di copiare sistematicamente i suoi articoli da quelli del collega dell'AGI Antonio Talia.
L'accusa è decisamente grave, il comportamento di Visetti è paragonato a quello di Fareed Zakaria, editorialista della CNN e del Time, una delle più prestigiose riviste mondiali, sospeso qualche mese fa per un caso di plagio di alcuni articoli citati dal NewYorker.
Il giornalista è stato recentemente reintegrato dopo aver chiarito pubblicamente la vicenda.
Finora in Italia non si era ancora assistito ad un caso simile, di giornalisti che si accusano l'un l'altro di copiare  più o meno dai loro colleghi e collaboratori, ecco perchè l'attacco di Ferrara costituisce, per ora, un unicum nel giornalismo italiano.
Viene chiamato in causa il direttore stesso di Repubblica, Ezio Mauro, che a suo tempo aveva applaudito alla decisione dei vertici del New Yorker come difesa della libertà di stampa e del giornalismo originale.
Ferrara ha scritto che Visetti avrebbe ammesso di ispirarsi per i propri articoli al collega Talia, citandolo a dovere nei suoi interventi, semplicemente però queste (dovute) citazioni verrebbero eliminate dai tecnici di RepTV al momento della messa in onda.
L'articolo è uscito nel giornale di oggi, e per ora Repubblica non prende posizione, nè sul proprio sito nè attraverso il canale televisivo.

30 agosto 2012

Laboratori dell'Europa di domani

Internazionale.it di questa settimana presenta un interessante reportage sulle città di Malmoe e Copenhagen.
Di che si tratta? Delle due città, la prima è la seconda città di Svezia per scambi commerciali e importanza economica, l'altra è da sempre la capitale del Regno di Danimarca.
I due centri urbani sono separati da un sottile braccio di mare, lo stretto di Oresund, che dalla fine degli anni '90 è attraversato da un ponte che unisce così il continente europeo e la penisola scandinava.
Il punto è che Malmoe dista da Stoccolma più di 650 km, grosso modo la stessa distanza che separa Milano e Roma, mentre è possibile andare dal centro di Copenhagen alla città gemella in soli 20 minuti, grazie ad una rete di trasporti pubblici congiunti.
Sono già decine di migliaia i pendolari che vivono a Malmoe e lavorano a Copenhagen, attirati dagli stipendi maggiori e dalle attrattive che solo una capitale europea può vantare.
Molti studenti scelgono di frequentare le università danesi, migliori ma più costose, e vivere in Svezia, dove il costo della vita è inferiore e lo stato sociale resta una garanzia.
E' una situazione che ricorda quella dei trasfertisti in Svizzera, ma su un piano decisamente più esteso.
Il punto è che adesso i due sindaci han deciso di fare le cose sul serio: dopo aver unito trasporti pubblici e rete delle biblioteche, il nuovo obiettivo è quello di diventare un'unica grande conurbazione su scala europea, che rivaleggi con Londra, Berlino e Parigi per attrattive, opportunità commerciali e qualità della vita.
Un nuovo gigante nel nord Europa, insomma.
Forse la migliore risposta a chi, dall'Europa Unita, vuole solo scappare.

29 agosto 2012

Nuvolari corre a pile

Notizia interessante riportata ieri da Corriere.it: starebbe per partire il primo Campionato mondiale di auto elettriche.
La Federazione Internazionale dell'Automobilismo (FIA), infatti, avrebbe predisposto un "circus" ecologico già dalla stagione 2013-2014. 
La nuova categoria è già stata denominata Formula E, poca originalità, forse, ma tanta suggestione.
Il paragone alla Formula 1 tuttavia si fermerebbe qui: inutile il confronto. Le macchine elettriche hanno prestazioni ridicole rispetto ai bolidi di Maranello e RedBull, e allo stesso tempo un'autonomia limitata a 25 minuti comporta l'utilizzo di almeno 2 vetture per Gran Premio.
I punti di forza potrebbero invece essere i circuiti cittadini, visto che le macchine non inquinano e hanno prestazioni limitate, e l'assenza totale di emissioni sonore. Niente rombi o sgasate, dunque, ma semplice e silenzioso scivolare sull'asfalto.
Un'idea completamente nuova e che dovrebbe, nelle intenzioni degli organizzatori cappeggiati da Jean Todt (lo ricordate?), interessare i colossi dell'energia pulita e delle nuove tecnologie piuttosto che le multinazionali del volante.
Funzionerà? Staremo a vedere.

28 agosto 2012

Siamo tutti ambientalisti

Giuseppe Sarcina, nella sua rubrica "Letture" sul Corriere di questa mattina, ha scritto un duro editoriale che analizza la storia e le aspirazioni del movimento ambientalista italiano.
Il banco di prova, per dimostrare il fallimento del progetto "verde" in Italia, sarebbe la vicenda dell'ILVA di Taranto.
Sarcina individua nell'assenza di un leader carismatico e di un movimento-partito organizzato il più grande gap tra i Verdi italiani e le altre forze politiche: vengono portati gli esempi della Lega Nord con Bossi, del M5S con Grillo e dei Radicali, Pannella e Bonino.
Il modello e punto di riferimento dovrebbero essere i Grunes tedeschi, che dagli anni '80 si sono stabilizzati ad un onesto 10% dei seggi al Bundestag e sono guidati da un vero uomo politico: Joschka Fischer.
Ecco però la grande miopia di questa visione: è davvero necessario, per l'ambientalismo italiano, doversi federare e prendere forma come soggetto politico tradizionale? 
La mancanza di leadership è lampante nei casi-clou come l'ILVA o la TAV, nella presenza sui giornali e nelle rubriche parlamentari, ma allo stesso tempo il movimento italiano ha fatto passi da gigante.
Ricordando gli incontri pre-Tangentopoli tra gli industriali (Cesare Romiti e Raul Gardini) da un lato e gli ambientalisti dall'altro, Sarcina ha ragione a scrivere che un simile meeting sarebbe inattuabile ora, forse ridicolo, ma soprattutto inutile: non ci si rende conto di quanto l'ambientalismo sia diventato parte del nostro linguaggio quotidiano, sia diventato un'istanza e un'abitudine che travalica le ideologie politiche o i giochi di partito.
Fare la raccolta differenziata non è nè di destra nè di sinistra ormai, così come installare i pannelli fotovoltaici (di cui l'Italia è primo produttore mondiale) sul tetto di casa o dell'azienda.
Il movimento politico dei Verdi, oggi tristemente attestato sul 3% in coabitazione con Rifondazione e la sinistra radicale, non ha più il monopolio della causa ambientalista.
E' vero che su casi eclatanti questa logica risulta perdente, gli "ambientalisti" non riescono a imporsi e i disastri proseguono, ma allo stesso tempo non ha più senso parlare di cesura tra ambientalisti buoni e inquinatori cattivi, di movimenti, di partiti.
Forse tra 15 anni i Grunes potranno addirittura eleggere un proprio Cancelliere federale, ma sarebbe impensabile, tra 30 anni, eleggere un Primo Ministro italiano che proponga il conto-energia, l'autonomia da fonti petrolifere, la chiusura degli inceneritori e l'alternativa al trasporto su gomma, a prescindere dallo stendardo che sventola?

27 agosto 2012

Super PAC App, ovvero quando i politici dicono bugie

Una buona idea che arriva dagli Stati Uniti, ma potrebbe presto essere esportata anche in Europa.
Proprio nella settimana in cui un tribunale USA da ragione ad Apple nella "guerra dei brevetti" contro la rivale coreana Samsung, con annesso assegno da più di un miliardo di dollari per le casse di Cupertino, la casa della mela lancia una nuova, ennesima, app che promette di essere protagonista nella campagna elettorale per le presidenziali di novembre.
Di cosa si tratta?
Semplice, di un software dedicato ad iPhone e iPad che, analizzando tono di voce e contenuti degli spot elettorali, dovrebbe essere in grado di dirci se il candidato menta o meno. 
Il "programmino", sviluppato da un gruppo di ricerca dell'MIT di Boston dedicata alle indagini mediatiche, funziona in base a un database in cui sono registrate le donazioni che ogni candidato riceve dai diversi gruppi industriali (negli USA il lobbysmo è normale pratica politica e parte del gioco democratico), i retroscena più o meno scandalistici legati ad una particolare tematica eccetera eccetera.
Ma forse la trovata migliore è il ruolo che l'elettore stesso acquista, visto che è possibile, in base ai suggerimenti forniti dal melafonino, decidere se il candidato sia sincero o meno, ed esprimere un giudizio sulla sua campagna. Questi giudizi poi possono essere condivisi con tutti gli altri utenti che hanno scaricato la stessa app, così da avere una valutazione di massa.
Se già internet quindi sta cambiando il modo di fare politica, con i cittadini che possono esprimere preferenze e suggerimenti in modi sconosciuti solo 4 anni fa, questa nuova diavoleria elettronica promette di fare ancor meglio: sapremo, in teoria, quali sono le dietrologie e le motivazioni che portano un politico a sostenere una determinata posizione piuttosto che un'altra, e che impatto sta avendo questa scelta sull'intero corpo elettorale. Mica male.

24 agosto 2012

Inizia il campionato?

Domani parte la SerieA: si tratterà della 111ma edizione del massimo campionato di calcio.
Quasi tutti i bookmaker e i giornalisti del settore indicano nella Juventus, campione in carica, la squadra da battere.
Alessandro Vocalelli spezza una lancia a favore dell'Inter, considerata un po' sopra le altre outsiders, ovvero Milan, Napoli, Roma, Lazio e Udinese.
Invece qualche considerazione:
- sarà l'edizione più giovane degli ultimi anni: nell'estate se ne sono andati monumenti calcistici del calibro di Del Piero, Nesta e Inzaghi, che hanno lasciato spazio a giocatori giovani e scalpitanti. Giovinco è in attesa del in una grande dopo i trascorsi in provincia, mentre per Destro può essere l'anno della consacrazione. Questo solo per citare i primi due della classe; volenti o nolenti, gli allenatori dovranno per forza impiegare più matricole e sperimentare maggiormente rispetto a quanto fatto in passato. E questo è buono.
- è un campionato più povero: le cessioni di Ibrahimovic, Thiago Silva e Cavani confermano l'aria di crisi che ha colpito anche il mondo del pallone, spingendo molti presidenti a "far cassa". La penuria di prime scelte però potrebbe tradursi in nuove sorprese o recuperi, magari anche in ottica azzurra, vedi Pazzini, Giovinco e Destro, appunto.
- il numero di stranieri è aumentato rispetto alle passate edizioni. Non sono possibili dati definitivi visto che non è ancora chiuso il mercato, ma di certo ci saranno più forestieri e meno italiani. Bene o male? 
Due soli invece sono gli allenatori stranieri, a fronte di 18 italiani: si tratta di Zeman della Roma e del bosniaco Petkovic della Lazio. Gli allenatori italiani comunque continuano ad essere molto richiesti da fuori: Ancelotti, Di Matteo, Mancini e Spalletti sono tutti pronti a riprendere la loro carriera di "italiani all'estero".
Se chiedete ad un giornalista "calciofilo" un'analisi del nostro campionato, probabilmente potrebbe mettersi a piangere. 
Un ridimensionamento del dio-pallone, invece, può forse portar bene e far crescere le novità, poi domani, magari, chissà...

23 agosto 2012

Teste che cominciano a cadere

Piccolo update dello scandalo made in USA di cui avevamo scritto qualche giorno fa.
Dopo che le dichiarazioni bollenti del candidato repubblicano alla presidenza del Missouri Todd Akin hanno destato un vespaio pesante (e del resto che altro aspettarsi se si dichiara che "in caso di stupro le donne hanno i mezzi per evitare la gravidanza"...), l'establishmente dell'Elefantino ha preso provvedimenti:
Ieri pomeriggio Mitt Romney, il candidato GOP alla Casa Bianca, ha ufficialmente chiesto la testa di Akin, chiudendo così la sua campagna.
Al candidato presidente si è eletto il vice, Paul Ryan, che è da poco salito sul carrozzone targato Romney.
Non è precisato se i Repubblicani presenteranno un sostituto candidato o se il Missouri verrà consegnato ai Democratici così, d'ufficio.
Di certo c'è che i Repubblicani, già incalzati sul piano tasse a favore dei ricchi, sono dovuti correre ai ripari e cercare di recuperare i cocci, ma forse ormai è troppo tardi.

22 agosto 2012

Un nuovo colore anche a Roma?

La Repubblica (cartacea) di oggi dedicava un ampia inchiesta al movimento dei sindaci andalusi, Spagna, che si è fatto portabandiera del proseguo delle proteste "indignadas" dell'anno scorso.
Il movimento dei primi cittadini, di gente quindi più abituata al fiato sul collo del "cittadino medio", si sarebbe organizzato in una grande protesta contro il governo Rajoy e le politiche di austerity filo-tedesche.
Caso isolato della Spagna in piena crisi disoccupazionale e abitativa?
Sembrerebbe di no, anzittutto visto che anche il nostro Paese non se la passa meglio dei cugini iberici, pur non arrivando ad una situazione tanto tragica; ma soprattutto perchè l'agognato "Movimento dei Sindaci", croce e delizia del centrosinistra da più di un decennio, sembra stia per nascere.
Come mai gli amministratori locali democratici vengono spesso premiati dalle tornate elettorali, mentre invece a livello nazionale il centrosinistra non ha mai saputo costituire un alternativa credibile a Berlusconi e ora ai tecnici? Domanda che se la sono fatta in tanti, da Veltroni e Bersani in giù, ma che finora non ha ancora trovato risposta.
E allora ci pensano gli amministratori locali che hanno scompigliato proprio le carte del PD, prima ancora che la politica nazionale: De Magistris e, ancora di più, Pisapia.
E' a queste persone che il popolo democratico guarda con sempre più speranza, visto che il vertice nazionale del partito, se ancora di partito si può parlare, sembra sedato dalla tecnocrazia.
Anzi, il sindaco partenopeo annuncia che si sta lavorando concretamente ad uno statuto, e alla strutturazione di un movimento esterno ai partiti, anche se non contrapposto alla vecchia politica.
Una stagione nuova, dunque.
E volendo fare un po' di mercato, chi potrebbe seguire Pisapia e De Magistris in questa stagione di rinnovamento? Innanzitutto i sindaci del PD, sempre più pronti a sganciarsi da un vertice addormentato, appunto. E quindi Renzi ma anche Fassino, Emiliano e magari l'ex sindaco Cofferati. Ma anche i veri campioni delle ultime urne, di centrosinistra ma esterni al PD: Doria (Genova) e poi appunto i campioni Pisapia e De Magistris.
L'esperimento Pizzarotti, se avrà successo, sarà sicuramente coinvolto.
Dal centrodestra? Difficile dirlo, ma un nome lo butto giù: vi ricordate di Zaia?
Unica certezza, il colore: arancione. Che altro sennò?

21 agosto 2012

Pisapia non guida il SUV

A chi rimprovera a Pisapia di aver le mani legate, oppure di non fare abbastanza, il sindaco meneghino risponde quasi sempre con i fatti, cercando di sedersi ad un tavolo e arrivando comunque a qualcosa.
A settembre, in corrispondenza della ripresa delle scuole e di molte attività commerciali ancora chiuse per ferie, verrà riattivata l'Area C, la cosiddetta "congestion charge" che ha sostituito l'ecopass di Morattiana memoria.
Ma è Repubblica.it a svelare un interessante dietroscena: la giunta arancione infatti sta pensando ad una nuova strategia per alleggerire il traffico in centro, dopo la bocciatura del consiglio di stato di qualche mese fa.
A farne le spese saranno i SUV, ovvero le megajeep urbane che, essendo solitamente aggiornatissime alle varie normative europee, non vengono toccate dall'attuale impostazione anti-inquinamento; il punto infatti è proprio questo: passare da una lotta esclusivamente ambientale, scelta della precedente giunta, a un provvedimento che liberi il centro dal traffico pesante. Il modello, dichiarato da subito, è Londra, dove Ken Livingstone fu il primo a sperimentare la "congestion charge". 
L'accelerazione di Pisapia, dopo aver allargato Ecopass e aggiornato le norme, è rivolta quindi ai SUV: automobili che pur non inquinando come un trattore agricolo in alcuni casi sono addirittura più ingombranti.
I tecnici della giunta sono al lavoro per capire quale può essere il parametro più "azzeccato" per colpire la categoria: lunghezza, stazza, cilindrata. Così come non si può vietare il centro a tutte le berline, occorrono parametri ben precisi per identificare le automobili "proibite".
Certo è che appena scottato dalla bocciatura amministrativa di luglio, Pisapia non si tira indietro e anzi, alza il tiro. Gli automobilisti sono avvertiti.

20 agosto 2012

Altro che Bindi, altro che CEI

In Italia, si sa, ogni volta che si toccano temi etici, dall'aborto, all'eutanasia alle politiche famigliari, si scatena un acceso dibattito, seguito dall'abituale putiferio; sarà per la nostra focosa latinità, o forse per la tradizione cattolica, tendiamo comunque a guardare i paesi esteri, anglosassoni in primis, per la gestione di queste tematiche.
Da ieri un acceso dibattito, con putiferio annesso, capitalizza l'attenzione mediatica degli Stati Uniti.
Responsabile della cosa è il candidato repubblicano alla presidenza dello Stato del Missouri (alle elezioni di novembre oltre al Presidente dell'Unione si rinnoveranno diversi governi statali) Senatore Todd Akin, che in un dibattito televisivo in prima serata dedicato alle politiche sull'aborto in caso di stupro ha dichiarato: "First of all, from what I understand from doctors, (pregnancy from rape) is really rare. If it’s a legitimate rape, the female body has ways to try to shut that whole thing down.”
Ovvero: il corpo femminile ha la possibilità, in caso di stupro, di evitare una concezione "indesiderata".
Se nessuno dei doctors non meglio identificati ha ritenuto doveroso smentire il senatore, ci hanno pensato le varie associazioni per i diritti delle donne e in primis la candidata rivale democratica ad attaccare una simile dichiarazione. 
Malevola coincidenza: proprio ieri, in concomitanza con la performance del politico americano, si apriva a Rimini il XXXIII Meeting di Comunione e Liberazione. Possibili strascichi polemici anche da noi?

17 agosto 2012

Cosa sta succedendo davvero in Russia

Si chiude la settimana e inizia il weekend, ma oggi in Russia potrebbe chiudersi anche una partita politica iniziata il 21 febbraio, che vede opposti un gruppo punk femminile da un lato e l'instaurarsi di un regime semi-dittatoriale dall'altro.
Il processo alle Pussy Riot è un processo politico, più che amministrativo o penale: nessuno infatti crede all'accusa di "teppismo motivato dall'odio religioso" che le tre ragazze, Nadezhda Tolokonnikova, 23 anni, Maria Alekhina 24 anni, e Ekaterina Samutsevich, 29 anni, si sono viste appioppare dopo la manifestazione anti-Putin di fronte alla chiesa del Santo Salvatore a Mosca, nel febbraio scorso.
La magistratura moscovita dovrà quindi decidere se adeguarsi al potere dell'uomo forte, un'attrattiva sempre forte a quelle latitudini, oppure rivendicare il proprio spazio di manovra, la propria autonomia e indipendenza, che è alla base del gioco democratico.
E' quasi un "caso Matteotti" zarista, tanto per fare un paragone: Vladimir Putin infatti è al terzo mandato presidenziale, grazie al tandem inventato col vice Medvedev, e non ha alcuna intenzione di abbandonare il potere, anzi in questi ultimi anni la deriva populista e dittatoriale, che gode dell'appoggio della Chiesa ortodossa (vedi l'accusa a sfondo religioso) e dei gruppi industriali, si è fatta sempre più forte.
In una democrazia "all'occidentale" queste ragazze sarebbero state sanzionate, al massimo, con una sanzione amministrativa, magari accontentandosi di qualche riga tra le pagine di cronaca locale; a Mosca però la situazione è ben diversa: qualcuno ha pestato i piedi allo Zar, e la reazione non si è fatta attendere.
Resta da vedere come andrà a finire: appuntamento all'una, ora italiana, con il pronunciarsi definitivo della corte.

16 agosto 2012

Nuova stretta sui fumatori

Notizia che arriva dall'Australia e che sicuramente farà discutere anche qui da noi: dal 1 gennaio 2013 le sigarette potranno essere vendute solo in pacchetti monocolori e senza alcun tipo di marchio.
I nuovi pacchetti verde oliva infatti avranno solo delle scritte che informano dei rischi per la salute dei fumatori, e al massimo qualche immagine dei danni collaterali che il fumo provoca.
Sebbene non sia ancora chiaro come verrà attuata la nuova normativa, le multinazionali del tabacco, da Philip Morris e Marlboro in giù, sono già sul piede di guerra, prevedendo danni per centinaia di migliaia di dollari e una vera e propria crisi del settore.
Anche alcuni Paesi produttori di tabacco hanno formalmente chiesto un passo indietro al governo di Canberra, ma, informa l'Herald Sun, l'iter legislativo prosegue e non sono previsti rallentamenti.
L'Australia così sarebbe il primo paese ad introdurre una simile normativa anti tabacco, sicuramente la più drastica in circolazione.
L'anno scorso era invece stato il sindaco di New York, Michael Bloomberg a farsi campione del fronte anti tabacco, vietando le sigarette nei parchi e persino nella centralissima Times Square.
Anche in quella occasione le polemiche fioccarono da ogni dove, fino a che fumatori e produttori hanno fatto l'unica cosa possibile rimasta: adeguarsi e aspettare tempi migliori.

14 agosto 2012

Notizie da trasmettere

Finalmente scopriamo un settore dove l'Italia non solo brilla, ma "da la paga" alle tanto temute Germania e Cina. Si tratta del fotovoltaico, area teconologica dove il Bel Paese è al primo posto al mondo, superando appunto i teutonici, secondi, e il gigante asiatico, terzo.
C'è di più: una ditta di Rimini, la Ubisol, ha stilato una classifica delle città più fotovoltaiche della penisola.
Lo scopro grazie al bell'articolo di Lifegate Energy, sezione dedicata all'ambiente del sito di Lifegate Radio.
La città in testa. per produzione e diffusione di impianti fotovoltaici, è Roma, seguita, ma a grande distanza, da Perugia, Padova e Ravenna.
Nelle regioni invece la medaglia d'oro spetta alla Puglia con 2270 mgw, cui segue la Lombardia con 1449.
La cartina del fotovoltaico quindi sembra non ricalcare la classica "cesura" tra nord e sud: le città emiliano-romagnole, che solitamente dominano questo genere di classifiche su ambiente e qualità della vita, non raggiungono nessun posto nel podio, pur essendo le più rappresentate: oltre a Ravenna ci sono Rimini, Forli, Modena e Cesena.
La ricca e innovativa Trento è a metà classifica, mentre al decimo posto spicca Sassari a rappresentare le isole.
La Puglia, appunto, vince la palma d'oro tra le regioni, ma il dato più confortante è che il fotovoltaico è presente nel 97% dei comuni italiani: ben 7789 località su 8092 dispongono di almeno un impianto.
Questa volta non piove sul bagnato, anzi, il sole splende forte.

13 agosto 2012

Fatta la legge...

Il nuovo scontro tra la classe politica e la magistratura, forse il primo dagli anni "berlusconiani", nasce dal caso dell'ILVA di Taranto.
I giudici incaricati di indagare sulle emissioni dell'acciaieria, infatti, si sarebbero comportati da scellerati decidendo di sequestrare e fermare il complesso industriale, colpevole di emissioni di scarico ben oltre i valori di legge. 
I giudici di Taranto hanno seguito, alla lettera, le leggi nazionali e internazionali di protezione dell'ambiente.
Il Parlamento invece chiede un'azione politica, azione rivendicata a gran voce sia da destra sia da sinistra: non è possibile, affermano Alfano e Bersani in una rara consonanza di intenti, chiudere il più grande complesso siderurgico della penisola, lasciando a casa migliaia di lavoratori, per nessuna ragione.
Ora anche il governo, con l'invio di 3 ministri in Puglia, rivendica il proprio spazio di manovra in cerca di una mediazione tra le leggi ambientali e l'esigenza di non fermare la produzione industriale.
Questo episodio mette in luce, forse più di altri, le grandi contraddizioni che minano da sempre la nostra azione governativa: i magistrati semplicemente hanno fatto il proprio mestiere, applicando una legge che è stata ratificata dal Parlamento stesso. Ora i politici si sentono esautorati da questa "invasione di campo" della magistratura, e attaccano la "miopia" dei magistrati, che non sarebbero consapevoli delle conseguenze delle loro decisioni.
Nella sequela di ricorsi e controricorsi si arriverà, probabilmente, ad una deroga eccezionale o ad una norma correttiva, che limiti la precedente legislazione ambientale e dia il tempo, ai vertici dell'azienda, di adeguarsi alle norme ambientali senza però dover chiudere. 
Una nuova legge ad aziendam insomma. Ma allora chi è veramente miope?
Nel frattempo, il governo Monti si è già giocato la faccia investendo 330 millioni di euro pubblici nella bonifica dell'area, perchè i vertici industriali non disporrebbero del capitale necessario a riparare il danno causato in decenni senza controlli ambientali.


10 agosto 2012

Buone notizie, per ora...

Il 10 agosto potrebbe essere una data storica per la Nuova Libia: oggi, infatti, si è insediato il nuovo Presidente ad interim.
Mohammed el-Megarif, 75 anni, ha alle spalle una lunga carriera di oppositore del regime: in esilio dai primi anni '80, ha fondato il Fronte Nazionale per la liberazione della Libia; il movimento ha poi vinto le elezioni tenutesi il 7 luglio per la prima volta dal 1969.
Il Fronte Nazionale, partito islamico moderato, ha subito dichiarato di non voler imporre la sharia come guida per la nuova repubblica, per evitare derive fondamentaliste.
Il nuovo presidente resterà in carica circa un anno, ovvero fino a quando entrerà in vigore la nuova costituzione: sono infatti attese a breve le elezioni per l'Assemblea costituente.
Nel frattempo, oltre all'insediamento di un presidente eletto democraticamente, si assiste anche al passaggio di poteri dal Consiglio nazionale di transizione (CNT) nato direttamente dalla rivolta armata al neo eletto Congresso, il nuovo parlamento.

09 agosto 2012

Sguardo (preoccupante) ad est

Se qualche giorno fa i "campanelli d'allarme" arrivavano dall'America, oggi è la stessa Europa a far risaltare il pericolo delle derive nazional-populiste, specie nell'ex blocco sovietico.
L'Ungheria è in mano a un governo apertamente anti-Europeo e assai poco democratico: nel giro di qualche mese sono stati ritoccati Costituzione, negoziati per l'adesione all'UE e, soprattutto, le leggi per la libertà di stampa.
La Polonia non è messa meglio: il premier filo-Europeo Donald Tusk, che rappresenta la faccia giovane, occidentalizzata e multietnica della Polonia, è contrastato da anni dal partito conservatore Diritto e Giustizia dei fratelli Kaczynski (un gemello è morto il 10 aprile di due anni fa per un incidente aereo), schierato su posizioni nazionaliste e filo-ecclesiastiche.
Oggi invece è la Romania a nominare come Ministro per i Rapporti con il Parlamento Dan Sova, un avvocato trentanovenne di Bucarest e amico personale dell'attuale premier, Victor Ponta.
Il neo-ministro si era fatto notare nel marzo scorso per aver elogiato la dittatura del maresciallo Antonescu, leader della Romania filo-hitleriana, e per aver negato le politiche antisemite di quel regime. 
Fonti internazionali stimano che circa 300.000 ebrei furono massacrati o deportati dalla Romania tra il 1939 e il 1945.
A marzo l'allora avvocato non aveva smentito, nonostante il conseguente putiferio internazionale, le sue dichiarazioni, ora resta da vedere come si comporterà nella sua nuova attività.

08 agosto 2012

Piccoli Messi crescono... a Palermo

Il modello Barcellona esportato anche a Palermo? E' questo il progetto della Scuola Calcio Ribolla, che proprio quest'anno cambia nome per diventare "Cantera" Ribolla.
Come riporta Lorenzo Tondo, il progetto va ben oltre la dimensione calcistica, per diventare proposta sportiva ed etica a tutto 360 gradi, abbracciando appieno la filosofia catalana del "Més que un club".
Togliere i ragazzi dalla strada, specie in quartieri come Ballarò e lo Zen, per prospettargli un futuro diverso dalla micro criminalità endemica, e riuscirci attraverso lo sport. Progetto ambizioso, già tentato altre volte e magari naufragato, ma che in questa occasione si ripresenta con il supporto del club più vincente del mondo, visto che da oggi la collaborazione è diventata ufficiale e riconosciuta.
Ora che arrivano le attenzioni dei giornalisti, si affaccerà anche qualche politico o forse peggio, ma la Cantera si propone di essere prima di tutto una Scuola, di calcio ma non solo.

07 agosto 2012

Ci mancavano i marziani

Tra Olimpiadi, Siria e l'immancabile crisi economica che capitalizzano i giornali, fa strano leggere una notizia che arriva direttamente dallo spazio: la sonda Curiosity, lanciata pochi giorni fa dalla NASA, è atterrata con successo su Marte.
Dopo i disastri degli ultimi tentativi spaziali, una bella iniezione di fiducia per l'agenzia americana, costretta quasi a rincorrere i colleghi cinesi in una nuova "corsa allo spazio".
Obama già parla di momento storico, forse cercando di rinverdire i fasti di un glorioso passato in vista delle elezioni: dopotutto fu pur sempre Kennedy  a lanciare le prime missioni Apollo.
Di preciso penso che in pochi siano veramente consapevoli di cosa questo possa significare per le nostre vite ed io personalmente non sono certo tra quelli, ma speriamo che non resti giusto una distrazione dalla calura di agosto.
Nel frattempo, in foto segnaliamo il nerd-rockettaro che era presente in sala di controllo al momento del lancio: anche questo è un segno della strategia di rilancio della NASA?

06 agosto 2012

Chi è aristocratico?

Invidia? Snobismo? Semplice mania di andare contro tutti e contro tutto, sempre e comunque?
Queste sembrano le motivazioni che spingono Beppe Grillo, nato contestatore, diventato comico e ora fattosi politico e vate, a scagliarsi contro le Olimpiadi di Londra.
I Giochi sarebbero il trionfo del nazionalismo, di sport semisconosciuti e l'occasione per atleti sopravvalutati per mettersi a posto per tutta la vita.
Se l'accusa di nazionalismo si può anche comprendere e, a tratti, condividere, l'ironia con cui le discipline olimpiche vengono accostate alle freccette da bar e alle bocce non suscita riso nè condivisione.
Perchè non considerare il palcoscenico olimpico come l'unica occasione, per gli sport "cosiddetti" minori, per sganciarsi dal predominio del dio-pallone e godere di qualche giorno di notorietà?
O come non ammirare le personalità di questi atleti che prima di essere superstar alla Bolt sono uomini, donne, madri e padri, figli e fratelli?
Le Olimpiadi, come tutto del resto, finiscono per essere uno specchio del nostro tempo, consegnandoci sì l'arroganza delle multinazionali che addirittura "brevettano" il nome stesso di Londra 2012, ma anche le storie di Valentina Vezzali e Iosefa Idem, capaci di confermarsi anche dopo una gravidanza, di Jessica Rossi, che ha lasciato la famiglia nelle tende dei terremotati per andare a Londra a vincere l'oro nel "semisconosciuto" tiro al piattello, di Tania Cagnotto, stregata ancora una volta da pochi, pochissimi centesimi di punto.
Questo solo per limitarci ai "nostri", nazionalistici atleti. Allargando il campo arrivano altre storie: Oscar Pistorius, che ormai conoscono tutti, oppure Aisuluu Tynybekova, wrestler kirghiza "costretta" a vincere l'oro per pagarsi un avvocato che la difenda dall'accusa di omicidio che l'aspetta in patria.
Ogni volto, ogni gesto, nasconde una storia, un uomo e un individuo. Caro Grillo, stavolta hai preso un granchio.

05 agosto 2012

Campanelli d'allarme

Nuova strage negli USA.
Due settimane fa assistevamo, sconvolti, alla pazzia di un uomo che da solo, senza motivazioni ideologiche ma guidato solo dalla propria pazzia, metteva fine alla vita di 12 persone, ferendone altre 60.
Oggi l'America viene colpita in una delle sue minoranze, un tempio sikh dove sono morte almeno 7 persone durante una sparatoria.
E' ancora presto per cercare spiegazioni, forse per immaginarle. Ora è semplicemente il momento del cordoglio e del silenzio.
Domani ci sarà tempo per le polemiche, per le dichiarazioni dei politici e per le indagini dell'FBI. 
Resta solo da dire che nei giorni dopo la sparatoria di Denver il commercio di armi da fuoco ha avuto un boom del 45% nello stato del Colorado.
Che quando lo stesso Obama ha dichiarato che occorre un "ripensamento" della politica federale sulla questione è stato preso a pesci in faccia dai Repubblicani, e compatito dai Democratici.
Che nonostante gli States non abbiano mai vissuto una guerra combattuta sul proprio territorio negli ultimi 150 anni hanno un tasso di diffusione di fucili degno di uno stato in piena guerra civile.
Non resta molto altro da dire, forse ora più che mai parlano i fatti.

04 agosto 2012

I classici non muoiono mai

Voglio consigliarvi una mostra, una mostra d'arte che è iniziata ieri a Los Angeles, direttamente su Hollywood Boulevard. 
Il bello è che per vedere la mostra non è necessario recarsi in California, certo sarebbe bello andare nella Città degli Angeli per agosto, ma si sa, è poco pratico. 
Per fortuna la galleria d'arte dove si svolge la mostra è dotata di un ottimo sito internet con tutte le immagini presenti in catalogo. 
La galleria d'arte in questione è "La Luz de Jesus", realtà artistica spiccatamente latina, orientata quindi più verso il Messico che verso gli States, e la mostra è una personale proprio di un artista messicano, Rodolfo Loaiza, che "reinterpreta" (per così dire) i personaggi dei classici Disney in chiave "moderna".
Così tra una Cenerentola punk e un bacio homo tra Jafar e Capitan Uncino, salta fuori anche la Regina di Biancaneve che si fa di coca (forse una frecciata a Julia Roberts e Charlize Theron?)
I ritratti sono veramente ben fatti e secondo me sono molto divertenti, non resta che darci un'occhiata.
PS: Volendo possono anche essere acquistati, ma se considerate proibitivo un viaggio a Los Angeles, questa opzione non contemplatela neppure.

03 agosto 2012

Trent'anni e non sentirli

Ieri era il due agosto 2012. Trent'anni fa, esattamente in questa giornata, l'Italia visse uno dei suoi momenti terribili, in un certo modo un 9/11 nostrano, ovvero la strage di Bologna.
L'attentato fu l'apice di una decennale "strategia della tensione", ma anche l'inizio della fine degli anni di piombo: l'Italia fu messa in ginocchio, ma si ritrovò unita e trovò così la forza di rialzarsi.
Forse il nostro Paese, oggi, sarebbe ben diverso se le cose fossero andate diversamente in quei giorni, giorni importanti, giorni che non vanno scordati.
Siamo in Italia, è brutto ma giusto dire che nessuno si aspetta che si arrivi mai ad un colpevole definitivo, che tutte le dietrologie e i moventi vengano svelati, e che la giustizia semplicemente faccia il suo corso. 
Siamo in Italia e ne abbiamo viste troppe per pensare ad una cosa del genere, ma almeno non dimentichiamocene.

01 agosto 2012

Un passo avanti, e due indietro

Nella giornata di ieri, con l'abituale tempismo, il Partito Democratico ha presentato la sua "Carta di Intenti", sorta di documento programmatico che dovrebbe tracciare le linee guida del partito da qui alla primavera 2013, ovvero le prossime elezioni legislative.
Ho trovato e letto il documento completo su ilPost.it, ottimo sito di informazione, sempre aggiornato tanto sulla scena italiana quanto su quella estera.
I dieci punti che compongono questo documento vengono illustrati in non meno di 6 pagine, e comprendono: Visione, Democrazia, Europa, Lavoro, Uguaglianza, Sapere, Sviluppo sostenibile, Beni comuni, Diritti, Responsabilità, coprendo grossomodo tutto il panorama ideologico progressista italiano.
Dall'ambiente alle unioni civili fino alle politiche economiche e del mondo del lavoro, non manca praticamente nulla se non un undicesimo punto: la chiarezza.
Il documento è decisamente lungo e fin troppo vago, sembra rivolgersi più a chi nel partito ci lavora e milita da tempo piuttosto che a potenziali elettori allergici al "politichese". 
Pubblicarlo poi il 31 di luglio, quando l'unica cosa che veramente interessa alla pancia degli italiani sono le Olimpiadi e le ferie è decisamente una mossa degna del miglior Partito Democratico.
Se la campagna elettorale inizia così le prospettive sono ottime: nemmeno stavolta il PD riuscirà a vincerla.