21 settembre 2012

Eccellente...

Domenica riparte il Campionato Nazionale Rugby di Eccellenza, giunto ormai alla XXX edizione.
Sarà il terzo torneo dall'entrata in campo del movimento italiano nel torneo celtico, ora Rabodirect Pro12, ed il primo dalla nascita di una franchigia federale.
Dopo diversi anni di "Super10", la massima serie rugbistica italiana torna a 12 squadre: 4 venete (Mogliano, Padova, Rovigo e San Donà di Piave), 2 a testa per Lombardia (Calvisano e Viadana), 2 Emilia (Parma e Reggio Emilia) e Lazio (Lazio e Fiamme Oro), una toscana (Prato) e un'abruzzese (L'Aquila).
Squadre da battere? Calvisano, campione in carica, Mogliano, la grande sorpresa dell'anno scorso, e Prato, una sorta di PSG del rugby, almeno su scala "nostrana".
Le possibili sorprese potrebbero essere Viadana, al ritorno dopo l'esperienza celtica e con forse la miglior campagna acquisti dell'estate, e Lazio, squadra giovane ma ambiziosa. Senza dimenticare Rovigo e Padova, due squadre entrambe in grande crisi l'anno passato, ma comunque capaci di giocarsi il titolo solo 2 anni fa (nel 2011 avevan vinto i petrarchini) e con dalla loro l'esperienza e il know-how di chi al vertice c'è da sempre, piuttosto che non i grandi nomi delle rivali.
Fiamme Oro e L'Aquila dovrebbero in teoria puntare alla salvezza, cercando di raggranellare punti preziosi ad ogni partita, mentre le due emiliane sarebbero un gradino sopra.
Di certo c'è l'età media, sempre più bassa (e questo è un bene). e un numero ancora minore di stranieri rispetto agli altri anni, a dimostrazione che le società italiane stanno provando a fare di necessità virtù, cercando di schierare ragazzi giovani e italiani (oltre che a basso costo) piuttosto che nomi stranieri più "pesanti".
L'Eccellenza italiana sta, volente o meno, diventando un campionato di sviluppo, dove i giovani prodotti dai migliori vivai d'Italia possono affinare la tecnica prima del grande salto verso il Pro12: un titolo per una società può forse valere meno rispetto a qualche anno fa, ma è il miglior biglietto da visita per un ragazzo alla corte di Treviso o di Parma.
Meno squadre e più singoli? Forse, ma questi sono i tempi che corrono. I ragazzi che giocano in questo campionato vedono i loro coetanei entrare in una trafila lunghissima di precariato e incertezze. Una cosa simile avviene nel rugby italiano, al livello dell'Eccellenza: il livello dell'"O la va, o la spacca!".
E non è detto che sia un male.

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