11 marzo 2013

Buone notizie dall'O K Corral

Finalmente arriva una buona notizia dal mondo delle armi americane: il New York Times ha dimostrato come, nonostante le numerose stragi che ciclicamente colpiscono il paese, il numero di possessori di fucili e pistole è in costante declino dal 1972. 
Anzi, la "rinuncia al fucile" sembra essere un fenomeno condiviso, con il numero di armi che decresce sia nelle zone urbane della costa est sia nell'America rurale del Midwest e delle Montagne Roccose. 
Negli anni '70, un americano su due aveva un fucile in casa. Da allora il numero è costantemente diminuito, e attualmente (2012) il tasso è del 34%. 
Diverse teorie potrebbero spiegare il fenomeno: anzitutto il servizio militare, obbligatorio negli anni '70, è divenuto volontario e attualmente militari e reduci rappresentano una piccola frazione della popolazione americana.
L'urbanizzazione ha sicuramente svolto un ruolo fondamentale, perchè se è vero che lo studio fotografa un decrescimento abbastanza condiviso, restano pur sempre differenze fra le zone rurali, dove il 56% degli americani possederebbe un fucile, e le città, dove sono meno di un quarto i cittadini "armati".
Anche le dinamiche demografiche, infine, sembrano influire: gli ispanici, ad esempio, tendono a possedere meno armi dei bianchi, ed il numero di immigrati latinoamericani è costantemente aumentato negli ultimi 30 anni.
Lo studio viene rilasciato ogni due anni, ma non riceve grande visibilità all'interno del dibattito sul "gun-control". Ancora oggi, nella memoria collettiva restano incise le immagini dei clienti in coda ai negozi di armi dopo le stragi di Newtown e Aurora. 
L'amministrazione Obama si è impegnata fortemente in campagna elettorale per arrivare ad una legge di controllo sulle armi, e lo stesso Presidente è tornato a chiederlo nel discorso sullo stato dell'unione nel mese scorso. Le lobby, tuttavia, mantengono il proprio peso e stanno riuscendo, per ora, a bloccare ogni iniziativa in Congresso.
Questo studio però fotografa un'America che, autonomamente e silenziosamente, rinuncia al fucile. E' un cambiamento generazionale più che una scelta consapevole e motivata. Ma è un inizio.
Un'America diversa, un'America migliore.

Nessun commento:

Posta un commento